Roland Garros - Djokovic è il più forte di tutti: il sogno di Nadal si spezza in semi

Tennis World   11/06/2021 22:22

Non è più solamente la rivalità più longeva della storia: probabilmente è la più bella. Nadal e Djokovic, che si ritrovano sul ring per la cinquantottesima volta, possono ormai saltare permettersi di saltare a piè pari la fase dello studio.

In controtendenza con la storia, la nona sul Philippe Chatrier la acchiappa il serbo. Più lucido, più completo tatticamente, semplicemente più forte. 'Rafa' aveva vinto i sette precedenti, aveva vinto centoquattro delle centosei partite disputate sul mattone rosso di Parigi.

Aveva perso contro Robin Soderling nel 2011 e proprio contro Djokovic nel 2015. Insomma: la storia storia si ripete. Il maiorchino, che parte meglio e che in maniera commovente ha una chance per portarsi avanti due set a uno, spreca la chance e non sfrutta neanche un break di vantaggio nel corso del quarto.

Atleticamente e mentalmente trova solamente le gocce nel fondo del serbatoio. Djokovic cancella le ultime energie al campionissimo spagnolo con un mega-parziale di 5-0 e alla soglia delle quattro ore di gioco sigilla il successo, forse uno dei più importanti, con un rocciosissimo 3-6 6-4 7-6(5) 6-2.

Djokovic vince contro Nadal per la trentesima volta, vince contro Nadal per la trentesima volta e raggiunge anche la ventinovesima finale Slam in carriera. La sesta a Parigi, proprio come Bjorn Borg. Djokovic ha dimostrato ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, di essere il più forte di tutti.

Ad attenderlo ci sarà Stefanos Tsitsipas

Djokovic: il più forte di tutti. Nadal battuto in quattro set

Il piano di Djokovic si rivela inconsistente nel corso della frazione inaugurale. Il serbo, che ha immediatamente a disposizione una manciata di palle break, fa da presenza del tutto necessaria nel primo caso e non riesce a entrare nello scambio nel secondo.

Il numero uno del gruppone chiude il primo round con qualche recriminazione e non trova armi sufficientemente valide per muovere il punteggio con la battuta a disposizione. Nadal, che nel primo turno di risposta recupera due quindici di svantaggio, legge in maniera perfetta la palla corta sulla seconda parità e pizzica Djokovic sul lungolinea con un chirurgico dritto in avanzamento.

Lo spagnolo, che nonostante le difficoltà nello scambio riesce a tirare su due lob insidiosi, acciuffa il break con una nuova soluzione di tocco nei pressi della rete e a irrobustire poi il vantaggio con un turno di battuta immacolato.

Djokovic - guidato dalla fretta - si ritrova sullo 0-5, muove per la prima volta il punteggio, condensa la stragrande maggioranza delle attenzioni nel settimo game e recupera quanto meno uno dei due break di svantaggio. Nadal, che per la prima volta contribuisce alla causa con un doppio fallo, non sfrutta sul 5-2 una situazione di 0-30 a disposizione, ma ripristina il vantaggio sul 5-3.

Anche se in realtà rischia di incepparsi sul 40-0.
Nadal riduce la velocità di crociera. E soprattutto fatica a limitare il numero degli errori non forzati negli scambi prolungati. Djokovic, più solido e decisamente più lucido nelle scelte tattiche, parte con un mega-parziale di 7-0 e tenta il primo affondo nel set.

Nel momento migliore, quando ha per la prima volta nel match la chance per allungare, il serbo accatasta però tre errori non forzati (due con il rovescio e uno con il dritto) e non riesce ad aprire la diagonale con il dritto.

Finita? Macché. Il serbo, che riesce sempre a mantenere una posizione aggressiva in risposta, ripristina il vantaggio alla terza occasione utile, cancella due palle break sul 4-2 e riesce a staccarsi nel punteggio. Nadal, sul 3-5, riesce parallelamente ad affacciarsi sul 15-30 grazie a una difesa straordinaria (impreziosita da un chirurgico passante di rovescio) e sul 30-40 grazie a un doppio fallo.

Lo spagnolo, che perde il controllo del rovescio in gestione, non riesce a rendersi pericoloso neanche sulla seconda palla break. Evidenemente nemmeno a rientrare in carreggiata Il tentativo di Nadal è semplice: accorciare il numero degli scambi prolungati e non dare punti di riferimento a Djokovic.

Il campionissimo serbo, che nelle fasi iniziali del terzo set vince una percentuale importantissima di punti con la prima palla, riesce a resistere sulla diagonale destra e soprattutto a intrappolare il tredici volte campione del torneo nella rete.

A corto di fiato e soprattutto di idee. 'Rafa' applica alla perfezione lo schema servizio dritto sul 30-40 nel corso del terzo game, cancella una seconda palla break (sempre grazie al sostegno del dritto dal centro) si aggrappa alla prima di servizio sulla terza parità e legge poi in anticipo la palla corta di Djokovic.

Prevedibile come nella stragrande maggioranza dei casi. Nadal - una presenza del tutto necessaria nei turni di risposta - sbaglia una soluzione di volo piuttosto semplice sul 15-15 nel corso del quinto game e perde il controllo del rovescio nel quindici immediatamente successivo.

Nadal chiede appello alla palla corta nel primo caso, si salva con un ace nel secondo, ma si ritrova ingabbiato in un altro scambio massacrante sul 40-40. Nadal, personaggio assolutamente riluttante alla sconfitta, pizzica Djokovic sul 15-15 con una risposta incredibile di rovescio e dà un bacetto al nastro nel quindici immediatamente successivo.

Incassa probabilmente il più bel punto del match, ma si riporta a palla break con una splendida soluzione di rovescio e alla terza opportunità utile pesca il lungolinea lasciato sguarnito da Djokovic su un'accelerazione non definitiva.

Devastato, fisicamente ed emotivamente, non riesce comunque a smuovere lo zero dalla casella dei punti nel game immediatamente successivo. Anche se sul 3-4 si aggrappa sul 30-40. Djokovic, che cancella una chance per il controbreak con lo schema servizio-dritto, si procura una palla game con una splendida soluzione di rovescio in lungolinea e alla seconda opportunità utile nel game chiude.

Il serbo, che manca di lucidità con la battuta a dispoisizone, dilapida però un vantaggio di 30-0 quando ha la chance di mettere la testa sul 2-1 e si ritrova sul 5-5. Nadal pecca un po' di ingenuità sul 30-15 con la seconda palla, manca una conclusione piuttosto semplice con il dritto sul 30-30, ma chiude con lo smash (che gioca una manciata di metri dietro la riga di fondo) sul 30-40.

Nadal cancella anche la seconda palla break con il dritto e in qualche modo si affaccia sul 6-5. Djokovic sbaglia un dritto piuttosto grossolano in uscita dal servizio sul 15-15, rimette la testa sul 40-30, ma si ritrova ai vantaggi.

Chiamato a cancellare un set point, Djokovic pesca dal cilidro la palla corta e centra quanto meno il traguardo tie break. Nadal si presenta con un doppio fallo, recupera immediatamente lo svantaggio, ma alla fine di uno scambio rocambolesco (sul 3-4) dilapida tutto con un tocco alto di dritto e non trova più il modo per rimarginare il gap.

Il break Nadal che fa da sfondo al quarto set è del tutto necessario. Senza un vero piano a disposizione, con una percentuale scarsissima di prime e con poca (pochissima) benzina nel serbatoio, il tredici volte campione del torneo non riesce a rimanere attaccato al punteggio.

Djokovic, mostro di continuità, spezza gli equilibri con un mega-parziale di 5-0. E non lascia neanche a Nadal la chance di riportarsi a rispondere per rimanere nel match sul 3-5. Photo Credit: Getty Images

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