Grillo, la versione dell'amica: "Ciro urlava e lei, nuda, piangeva"

Adnkronos   05/05/2021 07:55

"In un'occasione Ciro Grillo urlava a uno degli altri in corridoio, era arrabbiato perché Silvia era in camera con qualcuno, io ho subito pensato a Corsiglia: 'Io me la sono portata a casa perché me la volevo scopare, invece se la sta scopando lui'. L'amico provava a calmarlo: 'Tanto era brutta, ne troviamo un'altra domani'". E' quanto racconta ai carabinieri della compagnia Milano-Duomo - è il 27 agosto 2019 - l'amica della ragazza vittima del presunto stupro di gruppo, in cui è coinvolto Ciro Grillo e i tre amici Francesco Corsiglia, Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta, che quella famosa si era addormenta sul divano nella casa in Sardegna. A riportarlo un articolo de 'Il Fatto Quotidiano' che utilizza i nomi di fantasia Silvia per riferirsi alla vittima e Roberta per riferirsi all'amica. Quest'ultima spiega di aver respinto le avance di almeno tre dei quattro ragazzi che le hanno ospitate dopo aver trascorso la serata in discoteca. 

Roberta viene svegliata diverse volte. "In un caso - dice - mi si è avvicinato Ciro, che mi ha chiesto se ero sicura di voler dormire sul divano o se volessi andare con lui. Gli rispondevo che stavo benissimo lì e lui si è allontanato senza insistere". L'ultima volta è Silvia a svegliarla: "Era accovacciata accanto a me in accappatoio e piangeva. Le ho chiesto cosa stesse succedendo, ma lei singhiozzava. Nel frattempo è arrivato uno dei ragazzi, che le ha chiesto se andasse tutto bene. Lei gli ha dato le spalle, per non farsi vedere piangere. Io ho risposto di sì per farmi dire cosa era successo. Ma lei dopo aver pianto ancora si è calmata e mi ha detto di non preoccuparmi, che stava bene". 

Roberta ritrova Silvia molte ore più tardi su un letto, completamente nuda, da sola. Sono le 13 circa. "Era confusa e sconvolta. Aveva tutto il trucco colato, credo per il pianto, si guardava intorno come se non sapesse dove si trovasse. Mi era capitato di vederla ubriaca, ma mai in questo stato, non mi è sembrato che fosse per gli effetti dell'alcol". In effetti Silvia ha raccontato agli inquirenti di essere stata costretta a bere da una bottiglia di vodka "con un odore strano".  

Silvia trova poi il coraggio di dire all'amica di essere stata violentata. "C'era un silenzio surreale - ricorda Roberta riferendosi ai ragazzi - facevano finta di niente. Si comportavano come se non fosse successo niente". L'interrogatorio di Roberta, 20 anni, è avvenuto il 27 agosto del 2019. A raccogliere il suo racconto è il maresciallo Cristina Solomita, che ha già messo a verbale la denuncia di Silvia, assistita dall'avvocato Giulia Bongiorno.  

Roberta, quando scoprirà lei stessa di essere stata vittima di un'altra potenziale violenza sessuale - Grillo, Capitta e Lauria si scattano delle foto oscene su di lei mentre dorme - si rivolgerà a un legale, l'avvocato Vinicio Nardo, riporta il Fatto Quotidiano.  

Durante l'interrogatorio emerge anche un episodio doloroso del passato. Una precedente stupro che Silvia aveva raccontato a Roberta di aver subito, ma che secondo lei "non aveva denunciato". In quel caso, dice Roberta, "Silvia si era svegliata con un amico nella sua tenda a metà della notte". "Questo episodio aveva creato problemi coi compagni di classe, la fidanzata di quel ragazzo l'accusava di aver cominciato lei e di essersi inventata tutto".  

Cookie Settings